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Redazione Freedom24

 

"Eravamo convinti fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra. Eravamo convinti che si trattasse di un normale dialogo tra idee diverse, opzioni diverse, leadership complementari. Eravamo sinceramente convinti che tutto potesse scorrere tranquillamente nei canali della democrazia interna ad un partito. Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni. Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione. Berlusconi era un leader atipico ma liberale. Berlusconi non era uno da "editti bulgari", certo. Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare!) ma era comunque un leader con un sogno, una lucida follia. Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed é in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.

Adesso è cambiato tutto e niente sarà più come prima. Perché nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida integralmente con le sue espressioni più appariscenti e drammaticamente caricaturali. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare scientificamente l'avversario e magari distruggerlo. Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non si nutra di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario. Ma tanto non ci proveranno nemmeno, a convincerci.

E purtroppo il pensiero corre agli eventi passati, all'editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? Non c'è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore.

 

Eravamo convinti che tutto fosse un semplice dibattito politico. Sbagliavamo. È molto, molto di più. È una questione di civiltà. Di democrazia. Di libertà. Questioni forse più grandi di noi, che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la "politica", non impedisce di assumersi la responsabilità di trovare accordi per governare il Paese. Si parla d'altro. Si parla di qualcosa di più. Perché quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c'è una distanza culturale prima di tutto. E che la scelta, a questo punto, è se stare o meno dalla parte di una politica che si possa dire davvero laica e liberale."

 

da Farefuturo Web Magazine

 

Se quelle fin qui lette fossero parole di un elettore, un cittadino che trae informazioni dai tradizionali canali d'informazione (Tg5 e Tg1 fra i più seguiti), indicherebbe il risveglio dall'incantesimo berlusconiano. Ma queste parole non sono quelle di un elettore; bensì di Farefuturo.it, fondazione che fa capo a Gianfranco Fini.A mio avviso è un pò tardi per tirare in ballo l'editto contro Enzo Biagi, Daniele Luttanzi e Michele Santoro. Questi eventi sono accaduti ben prima che Alleanza Nazionale si alleasse con il Pdl. Già dal momento dell'alleanza c'era abbastanza materiale per prendere le giuste valutazioni.

 

L'elegante Presidente della Camera ha un po deluso tutti, su tutti i fronti politici. Ha criticato il berlusconismo, ma si è astenuto sul voto di sfiducia verso Caliendo (espressa dichiarazione di non "belliggeranza" con Berlusconi). Ha deluso, come ovvio, prima i berlusconiani, che lo considerano un traditore e un disfattista. Ha deluso quella parte di elettori non berlusconiani, che si sono illusi di poter assistere ad una svolta epocale che avesse Fini come erede naturale del centrodestra italiano. Ha deluso gli elettori del centro sinistra perchè hanno visto svanire la possibilità di un ribaltone.

 

Se si andrà alle elezioni anticipate e il presidente Gianfranco Fini vuole essere coerente con la sua linea morale e politica, allora non può che dimettersi da Presidente della Camera, rafforzare il suo nuovo partito Futuro e Libertà per l'Italia, ed affrontare a testa alta le elezioni. In mancanza di ciò dimostra di essere stato e di rimanere il "figliol prodigo".

 

Freedom24

1 Agosto 2010

Tag(s) : #I miei articoli su Freedom24

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